Siamo tutti ostaggi ?

Fonti mediorientali lasciano intendere che le due ragazze italiane ostaggio in Siria di un gruppo fondamentalista potrebbero essere libere entro qualche giorno. E’ l’unica buona “notizia” in mezzo a tanto orrore e, forse, è intimamente legato a esso: il gruppo che le tiene in ostaggio, ed è avverso all’Isis, vorrebbe rimarcare questa sua diversità.
Speriamo sia davvero così, mentre tutto sembra precipitare: la decapitazione dell’escursionista francese non avviene nel calderone mediorientale, e colpisce uno davvero qualunque.
Non un giornalista, non un volontario, non uno entrato di sua volontà nell’occhio del ciclone, ma semplicemente un turista imprudente. e dunque è possibile per tutti noi identificarsi con lui, come era possibile pensare di essere un impiegato o un inserviente del World Trade Center, o un passeggero di Atocha o della Tube londinese: vittime per caso, e a caso.

C’è qualcosa di più: un gesto oscenamente rituale – la decapitazione – ripetuto non lungo una catena di comando, ma quasi per gemmazione, per imitazione, per risposta a un appello ai fai da te dell’orrorismo. Orrorismo? Il fatto di non limitarsi a uccidere nel mucchio, ma di moltiplicarne l’effetto con l’esibizione dell’orrore, generando l’onda lunga della paura.

Provate a immaginare se il folle Kabobo – quello che uccise tre vittime ignare in un angolo di Milano a colpi di piccone, poi condannato a vent’anni di carcere e a tre anni di ricovero in caso di cura perché gli è stata riconosciuta la seminfermità mentale- fosse entrato all’opera in questi giorni: cosa avremmo pensato, detto e scritto?

Il sapiente utilizzo delle immagini da parte dell’Isis – dai trailer sull’inferno che si annuncia alla serialità del giornalista inglese ostaggio che, conquistato alla causa, vi si spende per essere risparmiato – fa apparire antidiluviani i video del primo fondamentalismo iracheno, dagli ostaggi giapponesi scompostamente terrorizzati, all’anziano in gabbia ai ceppi, la Sgrena piangente (e forse andrebbe ricordato l’unico video che rimisero in un cassetto, perché inutilizzabile: quello in cui Fabrizio Quattrocchi si ribellava, spostando l’asse della dignità, del coraggio, dell’umanità, mandando all’aria il rituale di morte).

Ostaggi forse sedati, un montaggio che elimina il sangue e le urla. Guardiamo, e non vogliamo guardare. E’ bastato a dettarci un’agenda confusa, dalla quale cerchiamo di escludere il sospetto, e l’avvelenamento delle nostre convivenze. Ci consoliamo con la manifestazione degli islamici italiani dell’Ucoi contro l’Isis, e Obama ci consola con una coalizione dove c’è di tutto, compresi i mandanti ideologici della deriva fondamentalista. Ci conforta, in fondo, il fatto che è una guerra innanzitutto tra sunniti e sciti, e poco ci importa che a farne le spese siano, di sfuggita, yazidi o cristiani: l’importante è che non sbarchi tra noi, questa follia.

Autodifesa debole, che ha bisogno di rassicurazioni, vere e beneauguranti: sono solo raid dall’alto, non si uccide nel nome di Dio, la maggioranza dei musulmani è cosa diversa. Non so quale sia la risposta forte e piena –ovvio che non penso a una soluzione militare – ma so che questa presa d’ostaggio del nostro mondo, che vorrebbe occuparsi solo di spread e di articolo 18, viene da lontano. Viene dal naufragio delle società arabe, dei loro regimi autoritari e delle loro dirigenze corrotte. Viene dal fallimento di primavere che hanno prodotto la fiammata dei protagonismi di piazza, non i diritti dei cittadini. Viene da una religione e da una cultura che, come per un’eredità tribale, non accettano la diversità. Ci consoliamo con l’età dell’oro dell’Islam, quando noi eravamo poveri e ignoranti, o con le età buie dell’Occidente, quando convertivamo sul filo della spada. La verità è che siamo un mondo stanco, che ha esaurito le sue capacità maggiori –produrre e consumare- che non sa esportare i suoi valori, perché ha pensato di farlo con gli eserciti o con le merci, e non bastano, e neppure i valori stanno benissimo.

E’ a queste storie che si dedicherà Terra!, su Retequattro, alla mezzanotte del 29 settembre: senza la pretesa di dare risposte. Perché tutto questo era prevedibile da tempo, a guardare in faccia i fatti. Ma ci siamo consolati, con diagnosi benigne. Perché sappiamo che altri paesi crescono, estranei al conflitto, dall’India alla Cina. Noi, come per rifugiarci in un passato intellegibile, cerchiamo una specie di guerra fredda con la Russia, e proviamo persino nostalgia per i tempi di Al Qaeda, quando il nemico era nelle caverne di Tora Bora (salvo augurarci che i superstiti non facciano un attentatone in Europa, per mostrare all’Isis che esistono).

Siamo, noi europei, in questo disordine incauti e ottimisti, imprudenti e ingenui, come un uomo di mezza età che ama la natura, perduto tra i monti della Kabilia: ostaggi facili.

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9 risposte a “Siamo tutti ostaggi ?

  1. l’america naviga a vista? ma siamo sicuri che non sia cieca? Con la loro cia fbi nsa etc etc non ci stanno facendo una gran figura….Loro che fanno sempre gli sheriffi, stavolta sembra abbiano lasciato il posto vacante.

  2. Alla cieca !? Ma non direi proprio visto che l’amministrazione Obama è riuscita nella più astuta delle mosse coinvolgendo quei paesi arabi “moderati” vittime essi stessi del fondamentalismo.

    E comunque, l’Europa-che-non-c’è ci fa la solita figura da peracottara, lasciando che gli USA facciano il lavoro sporco. Oddio, tranne le encomiabili eccezioni soprattutto di Francia e Inghilterra (la forza del petrolio !) .

    Leno Lazzari

  3. Propongo una bomba di bromuro che abbassi il testosterone di tutti questi ‘machos’ idioti e pompati, incluse le poche ‘top gun’ (la religione è solo una scusa come è sempre stato nelle guerre di religione).
    Non sarebbe male utilizzarla in tutte quelle zone dove regnano focolai di guerra.
    Non è uno scherzo io lo penso seriamente.

  4. Direi che gli arabi moderati si sono schierati da soli.Vuoi per fedelta al loro credo vuoi perche se non hai amici occidentali il petrolio te lo bevi e a pranzo ti mangi il cammello piuttosto, come dice Leno, non vedo il ruolo dell’europa che come sempre ,a torto o a ragion, dice vai avanti tu americanino.
    Ma si sà l’europa ha altri impegni, demolire il mercato del lavoro definire la lunghezza di sardine e banane e garantire alla merky il campo da golf da 900.000€ annuali .L’europa esiste solo per le banche e la germania per il resto è niente.

  5. Beh, cara @Piera, potresti ben aver trovato la soluzione. Per quanto mi riguarda ho un solo desiderio…. che tornino a farsi la guerra tra ladri di cammelli.
    Purtroppo il petrolio è lontano dall’essere esaurito.

    Leno Lazzari

  6. Obama sta usando il metodo Bush, ovvero concentrare l’attenzione sul terrorismo Isis (che fino a prova contraria non sono usciti dal confine iracheno) per coprire la sua incapacità in politica interna e fare gli interessi dell’industria degli armamenti, da sempre influente visto che nonostante vi siano stragi nei licei praticamente ogni mese, non è stata fatta una legge di limitazione sulla compravendita delle armi. Adesso per interesse in Siria (dove vi è una dittatura se non ricordo male) adesso sono diventati tutti bravi e belli

    Ricordiamoci che l’utilissima guerra all’Iraq ha portato in regalo la crisi dei mutui americani e il crisi finanziaria che ci portiamo dietro tuttora, quale regalo ci aspetta adesso?

  7. Armamenti o non, sig. Leonardo, si tratta di un’operazione di polizia indispensabile per combattere chi a noi occidentali ce l’ha giurata in tutte le lingue. Le nostre stesse autorità ci dicono che ci sono, già tra noi, una cinquantina di (anche italiani) terroristi ISIS addestrati da quelle parti…….e ne basta uno con una bomba addosso per far saltare in aria un’intera stazione metrò di Roma o Milano.

    Leno Lazzari

  8. A integramento del mio post di poc’anzi, va detto che l’economia USA era già in forte, netta e “sana” ripresa (per l’aumento dei consumi interni) da prima dell’inizio della guerra all’ISIS.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-27/la-domanda-fa-volare-crescita-usa-081313.shtml?uuid=

    Mentre l’economia europea (lasciamo stare la nostra !) è al palo nonostante che diversi dei paesi componenti Europei facciano a tutti gli effetti traffico di armi anche verso quei paesi.

    Leno Lazzari

  9. sono completamente d’accordo con lei e plaudo per la scelta del tg5 di non mostrare i video.
    Bravi l’informazione si fa informando non inviando le sole immagini.
    Bravi

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