Morire d’agosto

Buon ferragosto a tutti. Anche se voglio dire cose che non hanno nulla a che vedere con un giorno come questo. La prima è presto detta: quello che è successo in Egitto –centinaia di morti tra i manifestanti pro Morsi- è una potente propaganda a favore di Al Qaeda. E’ la dimostrazione, per ogni musulmano radicale, che la democrazia e le elezioni non servono, che il governo di un Islam rigoroso è impossibile attraverso scorciatoie non violente.
La seconda riguarda padre Paolo Dall’Oglio. Amici libanesi mi confermano la sua morte, e aggiungono – e prima o poi si saprà se sia vero o meno – dettagli atroci. Padre Dall’Oglio sarebbe stato, dopo la morte, crocefisso. Un rituale già messo in atto nello Yemen, e che, non essendo fine a se stesso, ma teso a spargere il terrore tra i cristiani, sarà stato documentato in qualche modo. Ma non voglio farvi distrarre da questo possibile orrore finale. Contano altre cose. La prima è sull’agonia di padre Dall’Oglio. Sono trascorse più di due settimane dalla sua scomparsa a Raqqa. Due settimane in mano all’odio e alla sorda disumanità di chi lo deteneva, una prova durissima per un uomo del dialogo, quale padre Paolo è sempre stato. Continua a leggere