Il libro che Battisti dovrebbe leggere

battistiSi parla di Battisti, in queste ore. Per ricordare quella vicenda ecco la prefazione che scrissi qualche anno fa per il libro “Ero in guerra e non lo sapevo” di Alberto Torregiani.

“Ho pensato spesso a lui, negli ultimi tempi. Ogni volta che la cronaca ha raccontato quegli episodi, rapine in villa o assalti a un negozio, che riaccendono il dibattito sulla sicurezza, sulla legittima difesa, sull’impunità di bande straniere. E ho pensato a lui, ad Alberto Torregiani, come a una reliquia di un tempo lontanissimo, dimenticato, che sembra aver insegnato poco, e lasciato dietro di sé solo mute testimonianze. Un tempo che sembra, a rievocarlo adesso, una preistoria segnata da riti crudeli, da idee assolute, da protagonisti feroci, tutte cose che sembrano non appartenerci più, al punto da sembrare estranei, una cosa altra da noi. Al nostro tempo appartengono, anche quando è una cittadinanza intollerabile, altre storie, altri protagonisti: la violenza di rapinatori che parlano un’altra lingua, la minaccia di un terrorismo che ha reso il mondo un villaggio globale nel quale la vicinanza è minacciosa, e non c’è guerra che non finisca per riguardarci, per coinvolgerci, anche quando non siamo noi a dichiararla, a volerla.

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