Falchi e colombe, Trump e Obama

 

Non ho alcuna ragione di apprezzare le scelte di Trump. Non è “il mio presidente” a partire dal fatto che non voto negli Usa.Quello che mi infastidisce è però la doppia morale, come sul muro con il Messico (iniziato da Clinton) e sulle espulsioni (Trump ne promette 3 milioni, Obama ne attuò più di due milioni e mezzo). Trump ricorda che l’America è un’orgogliosa nazione fatta di emigranti, io ricordo da giovane di aver dovuto riempire formulari da consolato dicendo di non essere comunista e di non aver parenti comunisti per ottenere un visto. E di aver passato ore sotto controllo di polizia, in transito a Miami e New York, perché in El Salvador avevo perso il passaporto in un attentato e viaggiavo con un documento sostitutivo. Obama nel 2011 bloccò per 6 mesi, non per tre, i cittadini iracheni, e compilò la lista (Terrorist travel prevention act 2015) dei 7 paesi islamici che Trump ha ricopiato. Bisognerà ricordare che c’è una cinquantina di paesi islamici risparmiati dall’editto. Bisognerà ricordare che in molti di quei paesi non entri se sul passaporto hai un timbro di Israele: non conta di quale paese sia il tuo passaporto, quale sia la tua religione, se non ti piaccia Netanyahu. E non si può non notare che è una lista ignorante: chi scappa dall’Iran è perché non sopporta più il regime degli ayatollah. Mancano alla lista due tra i paesi che forniscono il maggior numero di jihadisti: Pakistan e Tunisia. Ma soprattutto mancano – nella lista Trump/Obama – sia l’Arabia Saudita che il Qatar. Grandi finanziatori del fondamentalismo, amici dell’America di Obama e in affari con l’America di Trump: pecunia non olet.
Per chiudere: a me sembra un fesseria l’idea stessa della lista, perché la responsabilità è individuale e non vi può essere una messa all’indice all’ingrosso, collettiva. Ma forse è l’occasione per ragionare su qualcosa di più serio, e sono problemi che ci riguardano. Hanno ancora senso i confini ? E se la madre di tutti i capitalismi sta rinunciando alla globalizzazione, qual è il posto di casa nostra nel mondo ? Gentiloni dice “Società aperta e identità plurale”. In realtà a me pare che, paese impoverito e confuso, non abbiamo le porte aperte, in un’accoglienza degna di questo nome. Siamo semplicemente senza porte. Quanto all’identità, mi sembra siamo in crisi di identità, come italiani e come europei. Tutto si può rimproverare a Trump ma non il fatto che ci spinge a chiederci chi siamo e cosa vogliamo in punta di fatto, non di parole, di utopie, di schieramenti .

Nella foto, falchi da caccia in viaggio vero l’Arabia Saudita.

 

 
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4 risposte a “Falchi e colombe, Trump e Obama

  1. il problema e uno solo se l’Islam diventa la maggioranza sia in Europa, che negli stati Statti Uniti, immaginiamo che nelle forze armate, questi Islamici siano soldati Americani, convertiti al terrorismo, e i soli a gestire le armi atomiche, sia di mare di terra, e cielo, che ne sarà del mondo cristiano? immaginate solo per un momento che le navi Americane che transino nel mondo specialmente nei mari europei gestite dagli Islamici, non pensate che le useranno contro i noi?

  2. come sempe spunti intelligenti e riflessioni azzeccate.
    ho avuto modo di apprezzare il suo giudizio riguardo il radicalismo islamico.
    fosse per me la farei presidente del consiglio.

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