DELLA PAURA

Mentre trovo bello e generoso da parte dei giovani di Parigi dire e scrivere “Io non ho paura”, mi pare assolutamente normale averne.  Mi hanno rivolto sempre una stessa domanda, le poche volte che vengo trascinato a raccontare le guerre che ho visto: non aveva paura?
Ho risposto sempre di averla provata ogni volta, la paura, e di non essermene mai vergognato.  Bisogna essere pazzi, o scemi, per non provarla, e bugiardi per negarlo.

Però trovo  poco decorosi conduttori e titolisti, cronisti e umanità varia quando insistono: città “nella paura”, stadi “nella paura”, come a comunicare emozioni che il loro racconto dei fatti altrimenti non solleverebbe. Perché il problema non è la paura, ma il coraggio di rimuoverne le cause, di liberarsene.

E qui non si tratta di sproloquiare dell’atto di guerra subito, piaccia o no a Renzi che si usi il termine, ma degli atti di guerra che dobbiamo compiere per farla finita con la guerra.  Capisco che non sia facile, e che istintivamente in tanti riesumino  i propri peluche ideologici. C’è chi dice io non odio, chi paventa guerre di religione, chi è contro ogni guerra, chi è convinto che il bene sia taumaturgico, chi vede il vero nemico negli Stati Uniti, chi è preoccupato in particolare per  i musulmani moderati, e chi per i profughi in generale.  Specie quando si tratta di convinzioni profonde e coerenti, sono da rispettare, anche se il mondo non ha per colonna sonora Imagine né per scenario una pubblicità di Benetton.  Sono peggiori gli schieramenti ideologici: guerra sì guerra no, destra sinistra, avanti dietrofront.  Io credo si possa onestamente e realisticamente fare delle scelte.

Sradicare il male nel suo territorio, fare guerra vera allo Stato Islamico. Che vuol dire meno o niente bombardamenti  massicci che rischiano di far vittime indiscriminate e invece moltiplicarsi di bombardamenti mirati, tipo quello che ha forse eliminato Jihadi John. Che vuol dire scegliersi gli alleati, belli  o brutti che siano: curdi e truppe di Assad, hezbollah ed esercito iracheno.  Fornire armi e consiglieri e coordinamento sul terreno.

Deve partecipare l’Italia?  Gli aerei che ci sono –russi, francesi e americani – bastano e avanzano. Piuttosto qualche piccolo reparto scelto, tipo acquisitori di obbiettivi quali i rangers alpini e istruttori, come i parà che già sono sul posto (ma a ogni richiesta della coalizione io ricorderei, come un mantra, il nome di Salvatore Girone, chiuso nell’ambasciata di New Delhi).  Mettere in riga gli alleati indocili: Turchia, Arabia Saudita, Qatar, finanziatori e doppiogiochisti.  Forse ridisegnare a tavolino, con i protagonisti,  il Medio Oriente con un Kurdistan indipendente, uno stato sunnita tra l’ex Siria e l’ex  Iraq, e un’enclave alawuita tra Damasco e Tartus.  Mentre si distrugge con la forza l’Isis imporre una tregua a tutti con un contingente multinazionale di interposizione e far sedere tutti attorno a un tavolo. Difficile ?  Impossibile ? Facile e possibile è l’alternativa: una guerra dei dieci anni, o più.

Sradicare il male dal nostro territorio. Difendere ogni concerto, ogni partita, ogni scuola, ogni piazza è impossibile. Braccare ovunque il fondamentalismo si può, in rete e nelle moschee. E si deve, ovunque, confrontarsi con le comunità musulmane, incalzarle non solo alle condanne formali, ma a misurarsi, al di fuori di ogni dissimulazione, su democrazia, non violenza, diritti umani, diritti della donna, libertà di espressione, di conversione, reciprocità nella tolleranza (quella che io chiamo “guerra della Ragione” invece della “guerra di religione”).  Esercitare un controllo sull’immigrazione e prosciugarne le fonti aiutando i campi profughi, favorendo il rientro in Siria, affrontando (e qui l’impegno dell’Italia deve essere più forte) il problema della Libia.

Nulla di semplice. Ma farsi tremebondi o saggi inoperosi o sognatori non risolve nulla.  Lo fossero stati i nostri padri, o i nostri  nonni, Hitler sarebbe ancora qui, a scuola leggeremmo Mein Kampf e gli ebrei sarebbero un gruppo di americani come gli Amish. L’altro giorno, nella foga di un talk show.  ho detto al sindaco di Messina, pacifista, che forse era meglio se cominciava a risolvere, prima dei problemi del mondo, il problema dell’acqua nella sua città. Poi mi è spiaciuto, non voglio iscrivermi alle nostre polemiche da pianerottolo. Sarebbe stato meglio avessi fatto dei nomi, quando sullo schermo è apparsa l’immagine serena di Valeria.  Che nomi ? Jessica e Sabrina, di Dronero, uccise a Taba nell’ottobre 2004. Paola e Daniela, di Casarano, uccise a Sharm el Sheick nel luglio 2005. Dopo di loro  non abbiamo odiato, non abbiamo bombardato (sì, solo Gheddafi, tanto per complicare le cose..), non abbiamo fatto la guerra.  abbiamo risposto con calma, e riposto candele e fiori per la volta successiva.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

5 risposte a “DELLA PAURA

  1. Sempre illuminanti le sue parole! Basta candeline, marcette e slogan: bisogna fare qualcosa, perché il medico buono fa il paziente morto. Spero (ma temo di restare delusa) che tutto questo ci porti a mettere in discussione anche noi stessi, presi dalla finanza, dal PIL e dei nostri interessi. Tra malcontento, delinquenza, politici corrotti e ladri, terrorismo di ogni tipo ha humus fertile purtutroppo, anche tra cittadini (vedi BR). Sedersi al tavolo è difficile perché ogni poltrona attorno a quel tavolo rappresenta un interesse che cozza contro quello degli altri. Ce la faremo? Sento il dovere di avere speranza, ma purtroppo chi deve decidere non è la gente comune, quasi sempre migliore di chi la governa e dovrebbe decidere per lei, ma chi sta in alto e sempre fa i propri interessi e non quelli di chi amministra. Sospetto (e non da oggi) che l’ISIS faccia comodo a qualcuno: lei cosa ne dice? In fondo le aziende produttrici d’armi sono le uniche ricche e che quindi possono finanziare una campagna elettorale (ed anche più) ed ogni morto con una bomba è per loro un calice di champagne: armi loro, armi noi e il business è fatto. Che tristezza! Saluti e grazie per le sue sempre importanti riflessioni.

  2. Come sempre vai all’essenza delle cose. Ricordiamo ai governanti di tutti i paesi e ns in particolari che i ns marò devono ritornare a casa subito.

  3. Controllare le moschee, controllare i musulmani, …. ma vi sembra normale questo? Buddisti, induisti, ebrei, ecc. non rappresentano alcun pericolo, mentre i musulmani a quanto pare sì.
    Qualcuno si è chiesto il perchè?

  4. Ritengo giusto il ragionamento. Aggiungerei che le frontiere dovrebbero essere sigillate, sacre ed inviolabili. Asilo solo a donne e bambini. I nostri nonni hanno combattuto per la nostra libertà. Gli uomini dovrebbero fare il loro lavoro di difendere la casa e la famiglia. Tutti i clandestini senza diritto di asilo IMMEDIATAMENTE rimandati a casa senza discussione a che sia chiaro nei Paesi di origine che un solo ingresso illegale provocherà schedatura con divieto di rientro. In Nuova Zelanda se non paghi una multa da turista non potrai mai più metterci piede. Non capisco perchè in Italia devo vedere tutti i telegiornali che parlano solo di delitti di persone che sono qui per nostra carità. Chiudiamo tutto. Meglio passare da egoisti insensibili che una sola donna europea violentata. Preferisco che qui non ci sia nessun clandestino, neanche quelli che avrebbero bisogno e diritto, piuttosto che succeda di nuovo un assalto alle nostre donne. Se devo scegliere, e lo farò alle prossime elezioni, scelgo i nostri concittadini. Ho letto il Corano. I musulmani si comportano semplicemente come dice loro la religione. Violentano perchè ne hanno diritto. Uccidono perchè il Corano lo permetto. Omicidio è solo un altro Musulmano. Non si può vivere con loro in nessun caso.

  5. FACCIAMO ENTRARE LA FECCIA DELLA FECCIA IN ITALIA E POI CI LAMENTIAMO SE QUESTI RUBANO,AMMAZZANO O COMPIONO ATTENTATI,IL SOLITO BUONISMO STUPIDO DELLA SINISTRA CI PORTERA ALLA ROVINA,MENTRE MIGLIAIA E MIGLIAIA DI FAMIGLIE ITALIANE VERSANO IN GRAVI DIFFICOLTA ECONOMICHE E SOCIALI,E NESSUNO LE AIUTA,LE NOSTRE CITTA RIDOTTE AD UN IMMONDEZZAIO GRAZIE AI SOLITI ROM O ZINGARI,E CI PREOCCUPIAMO DI ACCOGLIERE ALTRI PROFUGHI O CLANDESTINI,TARTASSANDO GLI ITALIANI CON NUOVI BALZELLI E TASSE PER MANTENERLI A SCROCCO,SAREBBE ORA DI FARLA FINITA,QUESTA EUROPA E SOLO UN UTOPIA CHE CI STA PORTANDO VERSO IL DISASTRO!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *