La Tav e la libertà di parola

notavPer le cose di cui mi occupo con passione –e tra queste il radicalismo islamico – mi ha colpito molto di più l’uccisione con attrezzi da macellaio, a Dacca, in Bangladesh, del blogger  Washiqur Rahan – il suo blog si chiamava “Libero pensiero”- e mi preoccupa di più la sorte di Raif Badawi, il blogger saudita – un paese che l’Occidente coltiva come amico – detenuto per apostasia e sottoposto ogni tanto a una dose di frustate in pubblico. Ma vivo in Italia, ed Erri De Luca va sotto processo a Torino per istigazione a delinquere. Il reato si sarebbe concretizzato in una dichiarazione all’Huffington Post: è giusto sabotare la TAV.  Non mi piace, questo processo.

Non solidarizzo con lui in quanto scrittore, e  perché lo scrittore sia libero di dire quel che vuole.  Ho amato il suo primo libro, e poi mi sono un po’ perso, come lettore, ammirato dalla sua conoscenza di lingue e testi antichi, ma diffidente verso una scultura della parola che non è il genere di scrittura che preferisco.   Non mi fa ombra la comune frequentazione di Lotta Continua, quando eravamo giovani. Ho detto frequentazione, perché “appartenenza” include uno smarrirsi delle individualità nel collettivo, e Lotta Continua era molti modi di essere, e diversi, messi insieme. Per quel che ricordo, non mi riconoscevo nel suo modo.   Non mi influenza averlo rivisto, in incontri casuali, senza trasporto, perché mi appare  un raro caso di napoletano frenato negli slanci.  Né il fatto che abbiamo un amico in comune – Mauro Corona- con cui condivide una passione nobile, ma che non è la mia: arrampicare sui monti.  Non conosco bene la questione della TAV, ma non sono un sostenitore della sua realizzazione. Non amo il movimento No Tav, che mi pare ingolfato, come una rivoluzione siriana spossessata, da militanti senza valle, da bandiere che cercano pretesti,  da ideologie e opportunità di scontro.  Non lo difendo perché ha avuto un malore, poco tempo fa, o perché anni fa fu un generoso soccorritore delle popolazioni bosniache. Né perché è stato un operaio, in un paese in cui guardare le mani dei politici e persino dei sindacalisti lascia intuire esistenze vergini dalla fatica.

Ma tutto questo non mi impedisce  di affermare che considerare istigatore di violenze uno che dice “è giusto sabotare la TAV” sia una fesseria, prima ancora che un’ingiustizia.   Gli si risponda per le rime, gli si contrappongano argomenti, se si vuole.  Per quel che mi riguarda, ma non sono un giudice, considero più gravi i danni alle persone che alle cose. Mi ferì di più il bacio umiliante di una figlia di papà milanese alla visiera di un celerino che il danneggiamento di una betoniera.  Curiosamente, neppure i militanti NO TAV reagiscono. Questo mi ricorda un po’ quel che succedeva in Medio Oriente, davanti al film di Michael Moore e all’11 settembre raccontato come opera della CIA. Gli arabi tendono a vedere CIA ed Israele dappertutto, ma qualcuno si lamentava: non ci riconosce, ‘sto Moore, neanche la dignità di esistere, di averlo fatto noi, quell’attentato, come se noi non esistessimo, come se il mondo iniziasse e finisse in America, il Bene e il Male, tutto loro.  Ecco, mi piacerebbe che qualche militante NO TAV dicesse:  “non abbiamo bisogno che De Luca ci istighi, è la TAV stessa a istigarci, siamo adulti e vaccinati per sabotare di testa nostra”. Se l’hanno detto, mi è sfuggito.  Va da sé che non condivido la frase di Erri De Luca. Non è la prima volta, nonostante segua poco la sua predilezione per le frasi roboanti, così come per i bei gesti:  trovai conseguente la sua firma a un appello in favore di Cesare Battisti.  Ma, insisto:  Erri De Luca ha il diritto di dire cose sbagliate o sgradevoli,  senza essere forzato per condanna a dire cose giuste e belle (e chi stabilisce quali siano? ), e se no  a tacere.  Le opinioni non si processano, punto.

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8 risposte a “La Tav e la libertà di parola

  1. Se un personaggio considerato autorevole da una parte del pubblico afferma che è giusto commettere un reato (perché di questo si tratta) non dice una cosa giusta o sbagliata, è colpevole di istigazione a delinquere. Non sarà più così se e quando la legge verrà cambiata. Tutto il resto è opinione personale (rispettabile, perché non è istigazione).

  2. Mi sembra che De Luca, faccia parte di quella congrega che pretende, libertà di dire e fare, impedendo alla controparte, di fare altrettanto.
    Quindi, il tale potrebbe avere diritto a dire cose sbagliate, se lo permettesse anche agli altri. Ma gli altri, sono demonizzati. No, mi scusi Sig, Capuozzo, ma non approvo il suo intervento.

  3. Sono d’accordo con Enrico Bologna e, per una volta, mi spiace dover dissentire da Capuozzo. Ho vissuto e e lavorato in val Susa per 12 anni econosco bene la realtà dei fatti e chi ci vive. La tutela della libertà di espressione è un diritto sacrosanto e va difeso ad oltranza ancorché sia valido e rispettato da tutti e fintanto non si limiti l’altrui libertà e si rispettino le scelte democraticamente fatte. Il “No Tav pensiero” è simile al pensiero islamico, sei tu che devi adeguarti al loro modo di vedere, altrimenti diventi un nemico da eliminare. Dico questo per averlo vissuto sulla mia pelle e doverne portarne ancor oggi le conseguenze di natura psico-fisica ed economica.
    Senza conoscere origine ed evoluzione del movimento No Tav, a far data dalla fine degli anni ’80, e più lontano nel tempo alla “storia socio-politica” della Bassa val Susa ed alla realtà omertosa dell’Alta val Susa , non si può capire come si è arrivati all’attuale situazione. Potrei scrivere pagine su pagine per spiegare il come si sia arrivati alle posizioni odierne di questo “movimento dal basso” che di basso ha solo gli interessi di chi, con abile manipolazione delle coscienze, lo fomenta e lo ha fomentato. Valgano due esempi : il primo sequestro con rivendicazione Brigatista fu compiuto a Bussoleno (bassa valle); il primo Comune del Nord Italia commissariato per infiltrazione mafiosa fu Bardonecchia (alta valle). Folcloristico ed abortito fenomeno dei “Lupi grigi” a parte, si vede quale terreno fertile offra la Valle agli agit-pro dalle diverse provenienze. Solo scopo comune: “Destabilizzare il Sistema!”. Certo Capuzzo dice di considerare i danni alle persone più gravi di quelli alle cose, ma tollerare oggi la distruzione della betoniera significa favoreggiare i piccoli Cesare Battisti di domani e farci scappare qualche morto innocente. Non ho la Sua cultura, caro Capuozzo, mi consenta, però, di notare che anche gli Iman che aizzano ( nelle moschee che noi consentiamo di erigere) alla jihad, di solito vantano “conoscenza di lingue e testi antichi” dobbiamo lasciarli continuare solo perché: ” Le opinioni non si processano, punto.”?.

  4. Ma cosa dici Capuozzo. Non è assolutamente vero che ciascuno può dire quello che gli piace o che ritiene giusto e questo, indipendentemente dalle affermazioni di Enrico di Bologna: non è sbagliato solo perchè la Legge punisce l’istigazione a delinquere, ma perchè ogni persona che abbia un grammo, DICO UN GRAMMO, di cervello sa che, soprattutto nelle circostanze esplosive (e quella della TAV lo è certamente), non è opportuno aizzare le teste calde.
    Tutto il rispetto per lo scrittore, pensatore, ecc., ecc. ma di questa libertà di opinione libera da ogni vincolo, compreso quello del buon senso, siamo ormai stufi.
    Caro Capuozzo, so che non mi risponderai e nemmeno mi leggerai, ma ti ricordo le parole del Papa Bergoglio sul caso di C. Hebdo!!!!

  5. Avevo già assistito ad una conferenza di Capuozzo presso il mio Lions e mi ero fatto l’idea che fosse svogliato, rallentato nel l’ideazione è che soprattutto non avesse nulla da comunicare.
    Adesso ho ricevuto la conferma di quanto POCO esprima il suo pensiero.

  6. Questa volta non sono d’accordo con lei per le stesse ragioni sopramenzionate da altri commentatori. Non sono d’accordo e ne sono felice. Perchè avere in qualche caso idee differenti, rafforza le ragioni che sorreggono le idee quando queste concordano… se si stima la persona.

  7. purtroppo siamo in una finta democrazia e chi dice qualcosa che vada contro gli interessi economici dei pochi (quelli che vogliono la TAV) deve essere zittito. A chi servita una cassata simile non si capisce bene. un treno che fila da sinistra a destra dell’italia (paese colonia di tutti) e non si ferma se non un paio di volte portera certamente soldi , ma al governo ed a chi lo ha fortemente voluto.
    Una democrazia vera avrebbe dovuto ascoltare il no della gente e farlo proprio questo per evitare che la protesta diventi rabbia e possa essere strumentalizzata in vari modi .ritengo la violenza una strada sbagliata ma sbaglia e forte anche lo stato arrogante che non ascolta i propri cittadini (non sudditi come pretenderebbero)

  8. De Luca sembra un martire e non mi sembra lo sia. Alla prima molotov sulla testa di un celerino questi potra dire siano solo parole. Un bel servizio si come sia blindato il cantiere con gli operai scortati darebbe un senso alla forze delle paroele in libera uscita. La tav, che tav non è, è stata mal gestita dal pinto di vista dell’ informazione, ma serve. So che è scomodo dirlo ma è cosi.

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