Marò, una memoria di parte

marò1Marò, tre anni di ingiustizia: il Corriere della Sera non se ne accorge, Repubblica fa un articolo sulla famiglia di uno dei due pescatori uccisi. Credo di poterlo dire senza ombre: è uno strano modo di ricordare che due cittadini italiani sono da tre anni in un limbo giuridico, accusati di aver sparato a due pescatori, senza che mai l’India sia riuscita a portarli a un processo, senza che l’Italia sia stata capace di un solo passo decisivo.  E’ uno strano modo, quello di Repubblica, perchè è peggio che pilatesco: di fatto è colpevolista. Ho detto senza ombre: “Terra! è stata la prima a occuparsi delle famiglie dei pescatori, intervistandole con Anna Migotto, nella primavera di tre anni fa”. Ho sempre considerato le famiglie dei pescatori vittime, così come considero Latorre e Girone vittime di un’ingiustizia. Ho sempre pensato che il tunnel giudiziario indo-italiano fosse un’ingiustizia per i due marò, e un’ingiustizia per la memoria dei due pescatori, omaggiata di due colpevoli a caso.

Ho sempre detto che fu suicida la scelta italiana di pagare un robusto indennizzo alle due famiglie, per calmare le acque: suonava come un’ammissione di colpevolezza. Ora Repubblica, con il mio bravo amico e collega Raimondo Bultrini, torna su di loro. Mi fa piacere sapere che Derrick, il primogenito orfano di Gelastine, studia ingegneria. E mi consola il fatto che non abbiano cambiato casa, come mi era giunta voce: non è vero che l’indennizzo abbia suscitato invidie, obbligandoli a trasferirsi. Ma mi sorprende che Bultrini non ricordi che la vedova Dora è stata assunta dallo Stato del Kerala, impiegata al Dipartimento della Pesca, con una mossa rara in mezzo a tante tragedie che riguardano i pescatori indiani, e segno di come questa storia sia diventata un simbolo politico per il governo dello Stato. E mi colpisce che, quando riferisce del non accanimento della povera famiglia nei confronti dei due marò – “ci auguriamo possano tornare a casa”- Bultrini non si ponga una domanda: il perdono è cosa cristiana e nobile, e del resto già espressa dalla famiglia di Gelastine, ma non è che loro stessi abbiano colto, nei racconti dei sopravvissuti, una versione diversa di quanto accadde il 15 febbraio?  Ovvio che, se sanno dell’innocenza dei marò, non potrebbero tirarsi indietro, chi altro li risarcirebbe, garantirebbe gli studi agli orfani, la sopravvivenza alle famiglie?  Cose senza importanza ? Il patteggiamento di cui si parla, che restiruirebbe i marò all’Italia ma senza verità e senza onore, prevede anche un ulteriore risarcimento alle famiglie, oltre che le scuse dell’Italia all’India, e qualche compensazione in fatto di business. Chiesi una volta a Latorre se avrebbe accettato un’ammissione di colpa in cambio della libertà. Mai, mi rispose, perchè dovrei addossarmi un’infamia che non ho commesso ? Piegata un’Italia che era già china, ora vorrebbero umiliare, presi per stanchezza, anche gli unici due italiani che hanno mantenuto un po’ di dignità. L’informazione italiana fa la sua parte.

 

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5 risposte a “Marò, una memoria di parte

  1. Grande Toni.
    La verita’ fa male, allora ci vengono a raccontare storie di contorno, tanto per dividere gli italiani fra colpevolisti e innocentisti.
    Sappiamo che non sono stati loro, come sappiamo che sono solo dei colpevoli presi a caso per calmare gli animi. Ora dopo tre anni sarebbe anche ora di far passare tutto in silenzio e lasciarli andare a casa, ormai una pena l’hanno scontata anche se innocenti, vittime di un’Italia senza le palle. Adesso resta solo di togliersi le mutande, in posizione ci siamo gia’.

  2. adistanza di tre anni sivede che dare allo stato il proprio lavoro e fedelta,non paga.
    L’italia è sempre di più incapace di far fronte a questi problmi perchè non ha più politici veri. Ci fosse ancora Andreotti (potete dire di lui quello che volete) i due sarebbero ritornati a casa il giorno dopo con tante scuse e cotillons. ma si sa quello era un VERO politico questi……

  3. Complimenti servizio Maro’ da somministrare prima ( o, meglio, INVECE) dei pasti ai nostri politici, assenti, distratti, persino (taluni ) comprati dalle lobbies, di Stato e non.
    Da ricordare che lo stato di incertezza e doloroso allontanamento sta provocando un grave danno psicofisico su entrambi e non solo, come gia’ evidente nel maro’ colpito da ictus.
    Ergo…soluzione RAPIDA!

  4. Buonasera,

    ho terminato poco fa la lettura del suo libro “Il segreto dei maro'”, che ho letteralmento divorato: ho seguito la vicenda fin dall’inizio e sono sempre stata convinta della loro innocenza, alimentata dalle tante stranezze emerse in questi 3 anni e mezzo.

    Volevo ringraziarla e farle i complimenti per aver messo nero su bianco questa inchiesta, che assume sempre piu’ i contorni di un “affaire Dreyfus” all’italiana.

    Roberta

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