Il Colle dei famosi

mattarellaC’è stato un gran daffare intorno all’insediamento di Sergio Mattarella.
La cosa non mi ha affascinato, né colpito, se non per il coro delle lodi.
Non ho pregiudizi, aspetto di vederlo all’opera (la prima è vedere se davvero nominerà Di Paola come consigliere militare, dopo aver citato i marò: come mettere un incendiario a capo dei pompieri).
Ma ho come il sospetto che certo, la scadenza fosse importante, e però la cosa più importante fosse, per grandi elettori e grandi commentatori, il gioco delle parti, gli schieramenti, le mani di poker, il chi ha vinto chi ha perso, e il patto del Nazareno come ciambella di salvataggio o di dannazione: insomma l’eterna guerra civile italiana, senza spari, ormai solo un brusio di pianerottolo.

C’è un film che ho sempre ricordato a me stesso con affetto. Una giornata particolare, di Ettore Scola, in cui su un terrazzo romano – vero, non quelli in cui si discute e sorseggia, una terrazza su cui si stendono i panni ad asciugare – Sofia Loren e Mastroianni incrociano le loro storie personali, belle e amare,  mentre da lontano giunge l’eco di una oceanica manifestazione del regime fascista.

Qui, da noi, avviene qualcosa di simile, ma senza bellezza: la politica incrocia i propri destini, le proprie carriere, le proprie identità, scollata da tutto il resto del caseggiato, e dalla piazza giungono i rumori delle notizie, che quasi infastidiscono.

L’Isis elabora il proprio rituale più complesso: il pilota giordano in gabbia, destinato a bruciare del carburante del suo stesso aereo, e a essere sepolto dalle macerie provocate da bombardamenti. La Giordania che risponde con la durezza di chi sa di essere debole: esecuzione dei terroristi. Parentesi:  occhio per occhio, dente per dente, espressione per noi esecrabile, è citazione biblica, dal Levitico, e serviva a insegnare una vendetta non sproporzionata, e dunque, nel suo contesto, saggia: ovvero il pericolo di prendere alla lettera le Scritture.  Nei giorni scorsi sono stati gettati dai piani più alti di un condominio degli omosessuali, e la folla, di sotto, li ha finiti a pietrate.  In una piazza di Mosul sono stati bruciati i libri proibiti. E sempre a  Mosul è stato aperto un mercato interamente dedicato  alla compravendita dei beni sequestrati ai cristiani: televisioni, condizionatori, frigoriferi.

Io non rimprovero alla classe politica italiana né ai miei connazionali un tradizionale disinteresse per la politica estera: sono cresciuto in provincia, e lo so. Ma  questo contrasto mi procura disagio: mi informo su Mattarella, vedo la cagnolina mascotte dei corazzieri, apprezzo Crozza, sento le battute all’Isola dei famosi,e i commenti e i tweet che generano, e mi sembra di vivere in uno sdoppiamento che non è una tana confortevole, ma una buca per struzzi. A proposito, per gli appassionati di passioni sfiorite: il mercato di Mosul è stato chiamato il mercato dei Nazareni.

 

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Una risposta a “Il Colle dei famosi

  1. Tutto il mondo politico ha incensato il nuovo presidente.naturalmente e’ una brava ed onesta persona.ho sentito il suo discorso alla Camera dove il primo pensiero e stato per le persone povere e disagiate. Ma non ho sentito in nessun dibattito politico che il presidente, quale giudice popolare, prendeva oltre 300.000 euro annue,benefict come la foresteria e la macchina a disposizione.mi sembra che ci sia una contraddizione tra quello che ha detto e quello che era. O no ?

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